ARCHANGELUSCYBER DEFENCE TECHNOLOGY
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ARCHITETTURA / COME FUNZIONA

Policy enforcement Android. Telemetria di sicurezza. Responsabilità forense.

Un’architettura defence-in-depth che tratta l’endpoint Android come un confine di fiducia: provisioning gestito, hardening, controllo egress, correlazione comportamentale ed escalation forense con supervisione umana.

01 / DISPOSITIVO

Nessun root: preservare il modello di sicurezza di Android è parte della difesa.

Provisioning device-owner ed enforcement delle policy.

Archangelus utilizza il modello di gestione enterprise di Android per applicare policy in modalità device-owner, quando supportata. Il provisioning tramite QR avviene nella configurazione iniziale; su dispositivi già attivati può essere necessario un ripristino ai dati di fabbrica prima dell’enrolment.

L’application-level egress filtering valuta le destinazioni outbound associate a tracciamento e attività malevole. L’isolamento in profili gestiti, le restrizioni di installazione e il policy enforcement riducono le opportunità di abuso.

La superficie effettiva di enforcement dipende dalle API Android disponibili, dalla versione del sistema operativo e dall’implementazione del produttore.

02 / VIGILANZA

La finestra di manutenzione evita di disturbare l’uso quotidiano.

Acquisizione pianificata degli eventi e posture assessment.

Durante la finestra notturna di ricarica, Archangelus analizza i log di sistema accessibili, il livello delle patch e gli eventi tecnici pertinenti. Il security brief mattutino aggrega le osservazioni in una valutazione di postura senza generare allarmi per ogni deviazione.

Il riavvio programmato, quando supportato e consentito dalla configurazione, può interrompere minacce che risiedono soltanto in memoria. Non è una garanzia di rimozione degli spyware persistenti.

  1. RegistriRaccolta degli eventi tecnici disponibili al sistema.
  2. PosturaVerifica di impostazioni e aggiornamenti.
  3. CorrelazioneConfronto con anomalie e comportamento abituale.
  4. RiavvioEseguito quando la policy e il dispositivo lo consentono.
  5. ReportSintesi leggibile delle verifiche effettuate.

03 / INTELLIGENCE

Un’app che grida al lupo troppo spesso smette di essere ascoltata.

Correlazione multi-segnale prima dell’escalation.

Il motore di detection a regole e l’analisi comportamentale assistita dall’AI correlano destinazioni di rete sospette, osservazioni sull’integrità e deviazioni dalla baseline del dispositivo. Un indicatore di compromissione non equivale, da solo, a una prova di intrusione.

Il consulente chiarisce i risultati in linguaggio comprensibile, aiuta a riconoscere tentativi di phishing e può valutare contenuti sospetti che l’utente decide di sottoporre, senza leggere automaticamente messaggi e conversazioni.

04 / VALUTAZIONE

L’intelligenza artificiale assiste. Non firma una perizia.

Dagli indicatori di minaccia alla valutazione forense umana.

Quando più indicatori rendono necessaria un’indagine, l’analista forense esamina la cronologia degli eventi e le evidenze disponibili, valuta spiegazioni alternative e sottoscrive un referto tecnico. Il risk scoring automatizzato non sostituisce il giudizio probatorio.

In situazioni che richiedono acquisizioni forensi o procedure specialistiche, l’app non sostituisce gli strumenti e i protocolli dell’indagine.

L’AI segnala. L’analista valuta. Le evidenze decidono.

05 / FIDUCIA

La firma del codice è una misura concreta, non uno slogan.

Distribuzione delle regole con autorizzazione crittografica.

L’architettura prevede la verifica delle firme crittografiche di regole e aggiornamenti prima dell’applicazione. La chiave di autorizzazione è progettata per rimanere offline e separata dall’infrastruttura di distribuzione: la sola compromissione dei server non deve consentire nuove policy arbitrarie.

Questo riduce il rischio che la sola compromissione dell’infrastruttura di pubblicazione sia sufficiente a distribuire regole arbitrarie ai dispositivi.

06 / COMPATIBILITÀ

Ogni sistema operativo pone limiti diversi alle app di sicurezza.

Perché partiamo da Android.

Le funzioni descritte richiedono capacità di gestione e controllo disponibili nell’ecosistema Android. Archangelus non dichiara una protezione equivalente su iPhone.

Per richieste relative a iOS è necessaria una valutazione separata del modello di minaccia e degli strumenti consentiti dalla piattaforma.